Qualche anno fa, a scuola, avevo una compagna brillante. Sempre preparata, sempre voti altissimi.
Eppure, ogni volta che prendeva un bel voto diceva:
“Ho solo avuto fortuna.”
Mai una parola che riconoscesse il suo impegno, la sua costanza, il suo valore.
Mi colpiva allora e mi colpisce ancora oggi.
Perché l’autostima non riguarda quanto sei veramente bravo, ma il modo in cui percepisci te stesso.
E sì, in adolescenza questa percezione è fragile, altalenante, piena di dubbi.
Cos’è davvero l’autostima?
L’autostima non è dire “sono meglio degli altri”.
È qualcosa di più profondo.
È sapere di valere, anche quando sbagli.
È sentirti abbastanza, anche se non sei perfetto.
È guardarti allo specchio senza doverti odiare per ogni difetto.
Cosa dice la scienza?
Secondo uno studio di Orth et al. (2009), gli adolescenti con un’alta autostima sono più resilienti e meno inclini a sviluppare ansia e depressione.
Non solo: tendono a costruire relazioni più sane e a gestire meglio le difficoltà della vita.
Un’altra ricerca pubblicata su Child Development ha dimostrato che l’autostima si costruisce e si consolida proprio durante l’adolescenza.
È un periodo delicato, ma anche pieno di possibilità.
Se sei adolescente e ti senti “non abbastanza”…
Non sei sbagliato.
Non sei solo.
Capita a tantissimi ragazzi e ragazze di pensare:
-
“Non valgo abbastanza”
-
“Gli altri sono sempre meglio di me”
-
“Prima o poi si accorgeranno che non merito niente”
Sai come si chiama questo?
Sindrome dell’impostore.
E non colpisce solo gli adulti: spesso nasce proprio da adolescenti.
Ma si può affrontare. E si può superare.
Cosa puoi fare per iniziare a credere in te?
Ecco qualche piccolo passo concreto che puoi iniziare a fare da oggi:
-
Scrivi ogni sera tre cose che hai fatto bene.
Anche piccole. Anche minuscole.
Hai aiutato un compagno/a? Hai finito un compito difficile? Hai resistito alla voglia di mollare? -
Smetti di confrontarti.
Ogni volta che pensi “lui/lei è meglio”, fermati. E chiediti: “Sto guardando solo la sua parte migliore o anche le sue fatiche?” -
Parla con qualcuno di cui ti fidi.
Non tenere tutto dentro. Non devi essere sempre forte. -
Ricorda: sei molto più di ciò che fai.
Non sei solo i tuoi voti, il tuo corpo, le tue performance.
Sei il tuo sorriso, la tua ironia, la tua capacità di rialzarti.
E se sei un genitore…
Ricorda: tuo figlio ha bisogno di sentire che lo vedi.
Che lo ami anche quando si chiude.
Che lo sostieni anche quando sbaglia.
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