Autostima negli adolescenti: come aiutarti a credere in te stesso

Pubblicato il 15 maggio 2025 alle ore 15:00

Qualche anno fa, a scuola, avevo una compagna brillante. Sempre preparata, sempre voti altissimi.
Eppure, ogni volta che prendeva un bel voto diceva:
“Ho solo avuto fortuna.”
Mai una parola che riconoscesse il suo impegno, la sua costanza, il suo valore.

Mi colpiva allora e mi colpisce ancora oggi.
Perché l’autostima non riguarda quanto sei veramente bravo, ma il modo in cui percepisci te stesso.
E sì, in adolescenza questa percezione è fragile, altalenante, piena di dubbi.

Cos’è davvero l’autostima?

L’autostima non è dire “sono meglio degli altri”.
È qualcosa di più profondo.
È sapere di valere, anche quando sbagli.
È sentirti abbastanza, anche se non sei perfetto.
È guardarti allo specchio senza doverti odiare per ogni difetto.

Cosa dice la scienza?

Secondo uno studio di Orth et al. (2009), gli adolescenti con un’alta autostima sono più resilienti e meno inclini a sviluppare ansia e depressione.
Non solo: tendono a costruire relazioni più sane e a gestire meglio le difficoltà della vita.

Un’altra ricerca pubblicata su Child Development ha dimostrato che l’autostima si costruisce e si consolida proprio durante l’adolescenza.
È un periodo delicato, ma anche pieno di possibilità.

Se sei adolescente e ti senti “non abbastanza”…

Non sei sbagliato.
Non sei solo.

Capita a tantissimi ragazzi e ragazze di pensare:

  • “Non valgo abbastanza”

  • “Gli altri sono sempre meglio di me”

  • “Prima o poi si accorgeranno che non merito niente”

Sai come si chiama questo?

Sindrome dell’impostore.

E non colpisce solo gli adulti: spesso nasce proprio da adolescenti.
Ma si può affrontare. E si può superare.

Cosa puoi fare per iniziare a credere in te?

Ecco qualche piccolo passo concreto che puoi iniziare a fare da oggi:

  1. Scrivi ogni sera tre cose che hai fatto bene.
    Anche piccole. Anche minuscole.
    Hai aiutato un compagno/a? Hai finito un compito difficile? Hai resistito alla voglia di mollare?

  2. Smetti di confrontarti.
    Ogni volta che pensi “lui/lei  è meglio”, fermati. E chiediti: “Sto guardando solo la sua parte migliore o anche le sue fatiche?”

  3. Parla con qualcuno di cui ti fidi.
    Non tenere tutto dentro. Non devi essere sempre forte.

  4. Ricorda: sei molto più di ciò che fai.
    Non sei solo i tuoi voti, il tuo corpo, le tue performance.
    Sei il tuo sorriso, la tua ironia, la tua capacità di rialzarti.

E se sei un genitore…

Ricorda: tuo figlio ha bisogno di sentire che lo vedi.
Che lo ami anche quando si chiude.
Che lo sostieni anche quando sbaglia.


Più che “aggiustarlo”, ha bisogno che tu creda in lui, anche quando lui non ci riesce.


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