La settimana scorsa non ho pubblicato nulla. Avrei potuto chiedere all’intelligenza artificiale di scrivermi un articolo da zero, magari in cinque minuti. Ma non è nel mio stile.
Non volevo qualcosa di “fatto”, volevo qualcosa che venisse da me. Così ho scelto di aspettare, anche se perdo un post, anche se l’algoritmo penalizza. Ho preferito vivere.
Quando si tratta di parlare di ragazzi, emozioni e crescita… preferisco esserci con tutto quello che sono.
Dietro le quinte, con tutto il cuore
La verità è che ero immersa in qualcosa di immensamente più grande: lo spettacolo di fine anno di mio figlio.
L’ultimo, prima di chiudere il ciclo delle elementari. Un evento che, chi è genitore lo sa, si porta dietro un’esplosione di emozioni. Ma quest’anno per me è stato ancora più intenso. Non ero solo seduta tra il pubblico a commuovermi.
L'ho vissuto da dentro, perchè ero con loro anche nei giorni precedenti: a preparare la parte cantata, a seguire le prove, ad accogliere a casa i bambini per provare le parti soliste.
Ho cantato con loro, li ho incoraggiati, li ho visti sbagliare e riprovare.
E ho visto emergere qualcosa che spesso dimentichiamo: i talenti non sono solo quelli che brillano subito.
Il talento non è uno solo
Sul palco c’erano bambini che sembravano nati per esibirsi. Sciolti, disinvolti, pieni di energia.
E poi c’erano i più timidi, quelli impacciati, quelli che non amano particolarmente cantare o ballare.
Ma tutti hanno contribuito. Tutti hanno fatto la loro parte. E questo mi ha fatto pensare: esistono mille forme di talento.
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C’è il talento che si vede: la voce potente, il ritmo, la presenza scenica.
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Ma c’è anche il talento dell’ascolto, della costanza, dell’impegno silenzioso.
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C’è chi brilla con le parole, e chi con i gesti.
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C’è chi danza, e chi tiene la mano a chi ha paura di salire sul palco.
Le scuole dovrebbero coltivare anche questo
Oggi si parla tanto di performance, di risultati, di voti.
Ma nelle scuole si dedica ancora troppo poco spazio alle arti. Alla musica. Alla danza. Al teatro.
Non come “ginnastica alternativa”, ma come forma alta di espressione, perchè si tratta di linguaggi fondamentali per lo sviluppo emotivo.
Perché quando un bambino canta, balla o recita, si espone. Si racconta. Cresce.
Esporsi su un palco è una forma di crescita enorme: insegna a gestire le emozioni, ad accettare il giudizio, a collaborare.
E anche a scoprire se stessi.
E allo stesso tempo, dobbiamo smettere di far sentire “meno” quei bambini che non si sentono portati per l’arte.
I futuri meccanici, ingegneri, atleti, idraulici, scienziati… magari in quel momento faticano, si sentono goffi, si confrontano e si sentono sbagliati. Ma non lo sono. Ognuno ha una strada. Ognuno ha un modo per brillare.
Non tutti devono essere artisti, ma tutti devono sentirsi capaci
Spesso i bambini che non si sentono “portati” per le attività artistiche si convincono di valere meno.
Ma magari sono semplicemente più portati per la logica, per la tecnica, per lo sport, per l’artigianato.
Il rischio è farli sentire sbagliati solo perché non brillano dove guardiamo più spesso.
Come adulti, abbiamo una grande responsabilità:
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Farli sentire visti anche quando non si fanno notare.
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Valorizzare ciò che li appassiona, anche se è diverso da ciò che ci aspettavamo.
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Ricordare che il talento non è “essere come gli altri”, ma essere pienamente se stessi.
E se un giorno mio figlio salirà di nuovo su un palco o metterà le mani in un motore, non importerà.
Quello che voglio è che salga, o si chini, sentendosi amato, capace, visto.
Perché sì, a volte, il talento è solo questione di sentirsi autorizzati a provarci.
🎯 Risorse pratiche:
come aiutare i ragazzi a scoprire il proprio talento
🔎 Osserva senza aspettative:
Nota cosa li fa brillare, cosa li fa perdere la cognizione del tempo. Non sempre è quello che “conviene”, ma spesso è ciò che li rende felici.
🧠 Parla con loro del “piacere di imparare”
Chiedi: cosa ti piace fare anche se non sei il migliore? Lì spesso si nasconde un talento in attesa.
🎨 Sostieni attività espressive (anche se non sono il loro forte)
Teatro, canto, sport, falegnameria, fotografia… anche solo provarle insegna moltissimo.
🏗️ Non sminuire la fatica
Il talento cresce anche nel terreno della fatica, del tentativo, dell’errore.
💬 Dì loro spesso: “Non devi essere bravo, devi solo provare”
Questa frase può cambiare tutto.
Il talento non è fare bene, ma credere di poterci provare.
È nel coraggio di salire sul palco, in qualunque forma esso sia.
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