Dire di no senza sensi di colpa: come mettere confini sani nelle relazioni

Pubblicato il 3 luglio 2025 alle ore 16:00

C’è una cosa che ho sempre faticato a fare.

Una cosa apparentemente semplice, ma che per anni mi ha messo nei guai: dire di no.

Da ragazzina mi ritrovavo spesso in situazioni scomode, in cui non volevo stare.

Uscite a cui non volevo partecipare, pressioni a cui non sapevo sottrarmi. Non facevo cose gravi, per carità — ho detto no al fumo, all’alcol, ai giri in moto spericolati. Ma dicevo sì troppo spesso a tutto il resto. A ciò che sembrava buono, utile, nobile.

Dicevo sì per non deludere, per compiacere, per paura di ferire.

Poi sono cresciuta.

Ho imparato a dire no alle scelte sbagliate.

Ma ho continuato a dire troppi sì.

A chi mi chiedeva un favore anche quando ero stanca.

A chi mi voleva coinvolgere in un progetto, anche se avevo bisogno di tempo per me.

A ogni causa buona… anche quando non era buona per me.

 

Il piacere di dire sì (e il peso che lascia dopo)

La verità è che dietro a ogni sì forzato si nasconde spesso un bisogno:

  • il bisogno di sentirsi bravi
  • il bisogno di sentirsi indispensabili
  • il bisogno di non deludere

Come dice Giorgio Nardone, il piacere è l’emozione più pericolosa, quella che ci seduce dolcemente.

Ciò che ci dà piacere diventa ciò che ci domina” — e spesso dire sì diventa una dipendenza.

Una goccia di autostima rapida, che poi evapora.

Una dose di approvazione, che però ci allontana da noi stessi.

Dire no è un atto d’amore (prima di tutto verso di sé)

Dire no, invece, è un confine.

Una forma di rispetto.

Un modo per dire: “Io valgo abbastanza da ascoltarmi”.

E se non lo facciamo noi, chi lo farà al posto nostro?

I figli ci osservano.

Se noi diciamo sì a tutto, anche loro penseranno di doverlo fare.

Se invece imparano che si può dire no con gentilezza, con fermezza e senza colpa… cresceranno sapendo che la libertà comincia da lì.

Come si impara?

Ecco 3 spunti pratici per allenarsi a dire no, anche da adulti:

  1. Chiediti: “Sto dicendo sì per paura o per scelta?”
    Se nasce dalla paura, è un no che si traveste da sì.
  2. Allena risposte assertive
    “Ti ringrazio ma non posso”, “In questo momento non mi è possibile”, “Preferisco di no”: risposte semplici, rispettose e chiare.
  3. Accetta il disagio iniziale
    Dire no può far paura. Ma è un dolore sano, come un muscolo che si allena. All’inizio fa male, poi dà forza.

Insegnare (e accettare) un no

Non solo dobbiamo imparare a dire no.

Dobbiamo anche imparare a riceverlo.

Accettare che un figlio, un partner, un collega possano dire “no” senza che questo ci metta in discussione.

Perché solo dove c’è spazio per dire no, può esserci un sì autentico.

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