Torna la "Tua Pausa Evolutiva"
Settembre è quasi finito e torno finalmente con un nuovo articolo della rubrica “La tua pausa evolutiva”.
È passato più un mese e mezzo dall’ultimo post.
Agosto è volato tra le ferie e la preparazione del nuovo anno scolastico… e, tra le tante cose, uno dei miei figli ha iniziato la scuola media.
Un passaggio importante.
Un piccolo terremoto emotivo, anche per me.
Crescere, ma accompagnati
Da quest’anno, sta iniziando ad andare a scuola da solo.
Un passo importante, che ha bisogno di tempo, fiducia, ma anche di accompagnamento.
E infatti… sì, lui parte da solo.
Ma poco dopo salgo anch’io sulla bici, e facendo strade diverse, lo raggiungo nei punti più delicati: gli incroci, gli attraversamenti più pericolosi.
Lui lo sa. In questi primi giorni lui sa che io sono lì. Non per controllare, ma per esserci.
Lo guardo da lontano. Gli lascio spazio. Ma non lo lascio solo.
Nessuno diventa grande in un giorno
Spesso nella nostra società si tende a pensare che esista un prima e un dopo.
Un giorno sei un bambino. Il giorno dopo sei grande.
Ma non è così.
Crescere è un processo graduale, fatto di piccole spinte e grandi esitazioni.
E il nostro compito di genitori è accompagnare. Sempre.
Nel rispetto dei tempi e dell’unicità dei nostri figli.
Come lo svezzamento. Come i primi passi.
In questi giorni, tutto questo mi ha ricordato tanto lo svezzamento, che inizia con l'introduzione dei cibi solidi.
Quel momento in cui piano piano, ognuno coi suoi tempi i bambini smettono di nutrirsi solo di latte e iniziano a sperimentare nuovi gusti, nuove consistenze, nuove autonomie.
All’inizio non sono pronti da soli. Serve una mano, uno sguardo incoraggiante, un cucchiaino dato con pazienza.
Poi, piano piano, imparano a mangiare da sé.
Così succede con tutto:
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quando iniziano a camminare
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quando imparano ad andare in bici
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quando cominciano il nido, la materna, le elementari
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quando devono affrontare le prime sfide da ragazzi
E così sarà anche più avanti: la scelta delle superiori, le prime decisioni personali, l’affacciarsi al mondo del lavoro, capire i loro Talenti...
Ma il nostro ruolo, anche se cambia forma, non deve cambiare sostanza:
essere guida, essere accanto, essere un punto di riferimento.
Accompagnare non vuol dire controllare
Non si tratta di spiare, comandare o trattenere.
Ma di esserci in modo intelligente, sensibile, coerente.
Essere presenti anche quando sembriamo distanti.
Osservare senza invadere.
Proteggere senza limitare.
Guidare senza imporsi.
No, non smettiamo mai davvero di accompagnarli
In ogni tappa della loro crescita, ci sarà un modo diverso di farlo.
Ci sarà meno presenza fisica e più fiducia.
Meno “dai la mano” e più “so che ce la puoi fare”.
Ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro ruolo educativo non finisce mai.
E se oggi li accompagniamo sulla strada per la scuola, un domani saremo la voce che risuona nelle loro scelte.
Saremo le radici che li tengono saldi, anche quando vorranno volare.
Se senti che tuo figlio sta attraversando una fase nuova e vuoi trovare il modo giusto per stargli accanto, una sessione di coaching può aiutarti a trovare il tuo passo, la tua voce, il tuo modo unico di accompagnarlo.
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